Zanzibar, l’escursione a Prison Island tra tartarughe e mari da sogno

Quello a Zanzibar è uno di quei viaggi che difficilmente scorderete nella vostra vita. Un mare da sogno, una natura incontaminata, splendide località a cui vengono affiancate le tradizioni folcloristiche di un popolo affascinante.

E le possibilità durante una vacanza sono molteplici: ci si può rilassare in una delle sue spiagge o fare una delle escursioni da Zanzibar. Ne esistono molte, da quella del Tour delle spezie a quelle alla Laguna Blu. Quella di cui parleremo oggi è l’escursione a Prison Island.

Per raggiungerla si salpa dal porto di Stone Town, ottima idea per un’altra escursione: si tratta di una piccola isola, che potreste sentire chiamare anche “Changuu” o ”l’Isola della Quarantena”, che sino a qualche anno fa era molto in voga tra i turisti facoltosi che pernottavano nell’unico hotel lì presente.

La principale peculiarità di Prison Island sta nella sua nutrita colonia di tartarughe giganti delle Seychelles: alcune di loro arrivano persino a superare i 190 anni mentre altre pesano anche quasi 2 quintali.

Sull’isola si trova anche una prigione (da qui il nome Prison Island), che veniva usata da un mercato arabo di schiavi come luogo di detenzione degli stessi. Successivamente, nel 1983, il primo ministro britannico di Zanzibar la fece diventare un carcere, che però non venne mai usato se non come stazione di quarantena, la stessa che oggi è un ristorante.

Il tutto, ovviamente, circondati dalle immacolate spiagge e il cristallino mare che caratterizzano la zona. Quella a Prison Island è una delle escursioni a Zanzibar consigliate: dura mezza giornata (l’imbarcazione ci mette circa 15 minuti per arrivare all’isola partendo dal porto di Stone Town) e ammirerete le splendide tartarughe che popolano l’isolotto.

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Fonte immagine: flickr.com/photos/krivil