La storia di Mauritius: visita al monumento di Aapravasi Ghat

Per conoscere meglio la storia di Mauritius, una visita all’Aapravasi Ghat è una tappa fondamentale di un viaggio sull’isola. Questo sito storico, inserito nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’UNESCO, è infatti una delle poche testimonianze rimaste a Mauritius dell’immigrazione della manovalanza indiana. Conosciamo meglio questo importante monumento mauriziano.

L’Aapravasi Ghat è uno dei pochi siti storici sull’isola. Oggi, infatti, Mauritius è conosciuta soprattutto per le sue spiagge paradisiache, ma in passato divenne la  prima colonia britannica ad impiegare forza lavoro fatta immigrare dall’India. “L’approdo degli immigrati” – così si traducono dall’hindi le parole Aapravasi Ghat – divenne il centro di raccolta e smistamento dei lavoratori dove, dal 1834 al 1924, quasi mezzo milione di operai transitò, per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero a contratto.

Le condizioni della manovalanza indiana – i cui discendenti oggi costituiscono circa il 68% della popolazione di Mauritius – erano non molto dissimili dalla schiavitù, abolita nel 1835,  che determinò la scarsità di manodopera che spinse i britannici a ricorrere all’espediente della servitù debitoria per non fermare la produzione di zucchero sull’isola. Ogni gradino salito dagli immigrati dal molo di sbarco al deposito li avvicinava alla realtà dello sfruttamento coloniale: proprio per questo motivo, Il 16 luglio 2006, l’Aapravasi Ghat è stato iscritto nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e riconosciuto come luogo d’importanza storica, che ha segnato indelebilmente il destino di migliaia di lavoratori immigrati, nonché il tessuto sociale, politico ed economico di Mauritius.

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Fonte immagine: flickr.com/photos/newgenerationmedia