Il palazzo della Ragione di Verona: un simbolo per la città

Il Palazzo della Ragione di Verona è un maestoso edificio del XII secolo situato tra Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori, in quello che era l’antico Foro Romano, sui cardi e i decumani della Verona romana. Il palazzo è il luogo simbolo della città per le istituzioni amministrative e politiche che nei secoli si sono alternate al suo interno e che hanno deciso la storia dei veronesi.

Il palazzo della Ragione di Verona si divide architettonicamente in 3 parti principali: la Torre dei Lamberti, la Scala della Ragione e la Cappella dei Notai.

La torre dei Lamberti

Della famiglia Lamberti non si sa molto e le origini di questo nome non sono ancora state chiarite. La Torre è alta 84 metri ed è divisa stilisticamente in due parti, la parte inferiore fatta di filari di tufo e mattoni, e la parte superiore fatta solo di mattoni. Percorrendo la scala elicoidale si arriva in cima alla torre e si gode di una vista unica sull’intera città e sul territorio circostante.

La scala della Ragione

La scala si erge possente dentro il Cortile del Mercato Vecchio, uno spazio pubblico che per secoli è stato il punto di riferimento per la vita cittadina, dove si svolgeva il mercato e la vita quotidiana della città di Verona. La scala, costruita con il marmo rosso di Verona, conduce al grande portale del piano nobile del Palazzo.

La cappella dei notai

Nel VX secolo il Collegio dei Notai di Verona si trasferisce nel palazzo della Ragione. La cappella, che è stata soggetta a crolli e incendi durante i secoli, oggi si presenta come un ambiente estremamente decorato e ricco, in forte contrasto con le altre stanze del Palazzo.  La Cappella dei notai è formata da tre ambienti che comunicano tra di loro con archi gotici e con pareti interamente dipinte.

Il Palazzo della Ragione è uno dei simbolo per la città di Verona e uno dei luoghi più visitati della città, utilizzato spesso per la celebrazione dei matrimoni.

Fonte immagine: By H. Zell (Own work) [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons