Stari Most, il Ponte vecchio di Mostar

Mostar è una città divisa in due. Non solo per il fatto che metà della popolazione è di cultura e fede musulmana e l’altra metà cristiana. Il fiume Narenta separa il cuore della città, oltre a dividere i quartieri croati da quelli musulmani. Ciò che tiene assieme queste due anime è lo Stari Most, il Ponte vecchio di Mostar. Un simbolo della città, dunque, in più di un senso.

Il ponte, voluto da Solimano il Magnifico (1557), si caratterizza per il candido colore della pietra tenelija, la pietra locale con la quale è costruito. La forma dell’arco è un’altra peculiarità dello Stari Most.

La storia della sua costruzione si perde tra le leggende popolari degli abitanti di Mostar. Sicuramente, la più suggestiva di queste leggende vuole che l’architetto Mimar Hayruddin al quale fu commissionata la progettazione e la costruzione del ponte sotto minaccia di morte. I termini del suo ingaggio, infatti, prevedevano il pagamento di una penale capitale, nel caso in cui il ponte non fosse risultato maestoso. E l’opera non mancò di stupire, dato che il ponte è stato considerato, per lungo tempo, il più grande ad arcata unica del mondo.

Lo Stari Most era anche stato pensato come struttura fortificata. Il suo attraversamento è protetto dalle mostari: le due torri che difendono le due sponde del fiume in corrispondenza del ponte di Mostar.

Fu proprio questo aspetto che spinse le forze secessioniste croate a distruggere il ponte durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina dei primi anni ’90 dello scorso secolo. Fin da subito si diede il via al progetto di ricostruzione della struttura che, oggi, è inclusa tra i Patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

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