Napoli sotterranea: il Tunnel Borbonico

Napoli nasconde, nel suo sottosuolo, un vero e proprio labirinto di cunicoli, caverne e cisterne, quasi un’altra città, testimonianza di un antico e complesso passato. Dei vari percorsi che si ramificano al di sotto di essa tanto da creare veri e propri itinerari di una Napoli sotterranea, uno dei più spettacoli è certamente il Tunnel Borbonico.

È uno dei percorsi più “recenti”: riscoperto e ristrutturato nel 2008, questa lunga via sotterranea fu successivamente aperta al pubblico, mettendo in mostra cavità e cisterne appartenenti a diverse fasi storiche del capoluogo campano.

L’esigenza di approvvigionamento idrico così come del tufo per costruire edifici e palazzi spinse i napoletani, fin dai tempi dei greci, alla creazione di una serie di cisterne che nel corso dei secoli furono trasformate in un vero e proprio acquedotto.

Quando nel 1848 l’architetto Enrico Alvino iniziò i lavori di costruzione di un viadotto sotterraneo che collegasse Palazzo Reale con piazza Vittoria, su commissione di Ferdinando II di Borbone, la presenza dell’acquedotto rappresentò, in parte, un ostacolo alla costruzione di questa gigantesca galleria sotto terra.

Nel 1885 una terribile epidemia di colera indusse ad abbandonare l’uso dell’acquedotto e le sue cisterne furono in buona parte ricoperte e chiuse. Durante la seconda guerra mondiale, il Genio Civile decise di adibire tali gallerie e caverne a luogo di riparo durante i numerosi bombardamenti che colpirono Napoli. Furono quindi realizzate diverse aperture e il Tunnel Borbonico fu dotato di un impianto elettrico e di servizi igienici.

Se volete ammirare con i vostri occhi questa testimonianza toccante di un’antica e travagliata storia, non dovete fare altro che prenotare il primo volo Air Italy per Napoli.

 

Fonte immagine: flickr.com/photos/armando46