L’Acropoli di Atene, culla della cultura occidentale

Quando si pensa a un’acropoli greca, si pensa all’Acropoli di Atene. Raccontare la storia dell’Acropoli di Atene, significa raccontare la storia dell’infanzia della cultura occidentale.

Originariamente nata come una fortezza, a partire dal VI secolo a.C. divenne luogo per di esaltazione de culto spirituale e civile degli ateniesi. Ma fu sotto Pericle che l’Acropoli divenne la celebrazione della grandeur di Atene, a seguito della vittoria sui persiani. In quell’epoca venne eretto il Partenone, con la sua leggendaria statua di Atena Parthenos.

Ancora oggi, la pianta dell’Acropoli di Atene è un vero e proprio scrigno di tesori d’archeologia architettonica, a partire dai Propilei (l’ingresso monumentale all’acropoli), per proseguire con la miriade di tempi e santuari (come il tempio di Atena Nike, l’antico tempio ionico di Eretto, il santuario di Zeus Polieus…).

Durante i secoli, la collina sacra di Atene e i suoi monumenti furono oggetto di varie scorribande e gravi danneggiamenti che la privarono del tutto di addobbi preziosi e rivestimenti marmorei; da ricordare, ad esempio, l’incursione degli Eruli del 267 d.C. Il Partenone divenne prima una chiesa, poi una moschea, confermando con ciò, in ogni caso, la sacralità trasmessa dalla location di grande atmosfera.

Gioielli architettonici dell’antichità che hanno trasformato la collina rocciosa dell’Acropoli di Atene in uno dei principali siti individuati dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Chi visita Atene non può tralasciare una visita al Museo dell’Acropoli (orari d’apertura: lunedì dalle 11.00 alle 17.00; dal martedì alla domenica dalle 08.00 alle 17.00) e al Partenone (gli orari d’apertura variano a seconda dei mesi).

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Fonte immagine: wikimedia.org