King’s Road a Camden Town, il punk a Londra è ancora vivo

Correva l’anno 1971 quando una coppia di fidanzati aprendo un negozio al 430 di King’s Road, a Londra, posero le basi di quella subcultura, esplosa cinque anni dopo, chiamata punk. Chi erano i due? Malcolm McLaren e Vivienne Westwood. Nonostante siano passati più di 40 anni, questa subcultura è ancora viva. Oggi, il nuovo centro dell’universo punk è il quartiere Camden Town.

Colori contrastanti, abiti trasandati e pelle nera, i punk di King’s Road rappresentavano una parodia estremizzata di quella crisi economica tanto discussa dal mass media. Ed è forse per questo che vivevano per strada, senza sentire quella necessità di difendere il proprio territorio, a differenza degli attuali punk di Camden Town, sempre più chiusi in ostelli.

Il punk è uno stile cinetico: quello che conta in un oggetto è la possibilità di trasformazione che, nel contesto culturale nel quale s’inquadrava questo movimento alle sue origini, spesso coincideva con la violazione dei codici dominati. Una filosofia che continua a vivere nei mercati di Camden Town, mete tra le più amate dai turisti che raggiungono questo quartiere di Londra.

Dagli oggetti bizzarri, ai vestiti alternativi, dai prodotti ortofrutticoli all’artigiano, questi mercati rappresentano la convivenza multiculturale di Londra. E se King’s Road, un tempo fabbrica di musicisti come Mick Jagger e Keith Richards, sta diventando sempre più il luogo preferito dai giovani dell’alta società, Camden Town si va consolidando quale centro sperimentale, turistico, en plein air per le arti.

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