La cattedrale di Palermo e la sua meridiana

Tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800, la Cattedrale di Palermo venne ristrutturata sotto la direzione dell’Arcivescovo di Palermo e Monreale. Con l’occasione, il fondatore dell’Osservatorio Astronomico Giuseppe Piazzi propose di inserire nella struttura una meridiana, in modo tale da introdurre la Sicilia nella nuova era del tempo standard europeo.

Un progetto che si dimostrò subito più difficile del previsto, dato che la meridiana doveva essere inserita in modo da poter essere consultata senza intralciare le funzioni e senza disturbare i fedeli in preghiera nella cattedrale. Inoltre, la meridiana a “camera oscura” (vale a dire, costruita in interno) doveva poter contare sull’apporto di luce durante tutto il periodo dell’anno e in ogni momento della giornata. Cosa che veniva impedita dalla prossimità degli altri edifici di quest’area di Palermo. Ulteriore impedimento strutturale: le colonne che dividono la navata centrale dal quelle laterali.

La locazione scelta per la meridiana, alla fine, vanificò la il primo intento: quello di non intralciare le funzioni religiose. Infatti fu posta con orientamento sudovest – nordest proprio ai piedi dell’altare maggiore.

La meridiana della Cattedrale di Palermo è lunga più di 21 metri. Lo gnomone, vale a dire lo strumento per misurare l’ora, è un foro situato in una cupola della navata laterale destra che proietta il sole lungo l’asse della meridiana, adornata con i simboli zodiacali.

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Fonte: www.flickr.com/photos/guntheranders/