Tra bellezza e leggenda, la Baia di Ieranto

Davanti ai Faraglioni di Capri, a Massa Lubrese, si trova un’area costiera di straordinaria bellezza naturale: è la Baia di Ieranto. Un panorama suggestivo che non ha mancato di fornire, alle leggende, lo scenario ideale per l’ambientazione di storie divenute patrimonio collettivo. Fu qui, secondo tali leggende, che risiedevano le tremende sirene che tentarono Ulisse. Non è difficile immaginare le grotte naturali e le scogliere a picco sul mare della Baia di Ieranto, nei pressi di Punta Campanella, risuonare del canto tentatore.

Ma chi pensa di imputare questa leggenda all’ingenuità popolare, stimolata da qualche narrazione colta dell’odissea, si sbaglia. Nel I secolo a.C. fu Plinio il Vecchio che, nei suoi scritti, individua nella Baia il luogo prediletto dalle sirene. Gli fa eco il geografo greco Strabone parlando di un passaggio di Ulisse nell’area e attribuendo al volere dell’eroe omerico l’erezione di due templi in onore di Atena e delle sirene.

Le fortificazioni che a tutt’oggi si possono vedere lungo la costa della Baia di Ieranto fanno parte di una storia ben più definita, anche se non meno affascinante. Data la strategica posizione, i rialzi della costa furono a lungo contesi da pirati e imperatori.

Guardandola dal mare verso l’interno, la Baia di Ieranto si dimostra zona rurale, legata all’antica tradizione della coltivazione degli ulivi

Gli appassionati di letteratura potranno scoprire le suggestioni culturali e naturali di questo territorio nell’opera La terra delle sirene (1911), dell’autore austriaco Norman Douglas.

La Baia di Ieranto è oggi patrimonio FAI ed è una meta immancabile in un viaggio a Napoli, Sorrento e i suoi dintorni.

 

Fonte immagine: flickr.com/photos/ciack/