Sant’Agata, la festa per la patrona di Catania

Una delle principali festività di Catania: la festa di sant’Agata. Dal 3 al 5 febbraio (e il 17 agosto) sono i giorni dedicati alla patrona della città siciliana votata al martirio e condannata a morte, colpevole di aver opposto resistenza alle avances del governatore romano Quinziano.

Per comprendere a fondo il radicamento del culto di sant’Agata nella tradizione e nella cultura catanese, basta pensare che le reliquie santa furono occasione per una piccola avventura. Nel 1126, le spoglie della martire vennero trafugate da Costantinopoli e portate a Catania.

Se all’inizio la celebrazione era prettamente liturgica, verso la fine del 1300 si arricchì di lunghe processioni per la città, dapprima con l’esposizione del velo della santa catanese e, successivamente, con il fercolo (chiamato dai siciliani vara).

Un saio bianco coordinato con guanti e fazzoletto, un copricapo di velluto nero e un cordone monastico: queste le fogge richieste ai devoti che trasportano il fercolo di sant’Agata lungo le vie di Catania, per la processione del 4 febbraio.

Caratteristiche della festa di sant’Agata anche le candelore, costruzioni in legno molto decorate e che sorreggono un cero. Il tutto per un peso superiore ai 400 kg. Questi imponenti ceri vengono portati a spalla per le vie della città di Catania. In totale sono 12 e rappresentano gli antichi mestieri cittadini.

Ma l’attenzione dei fedeli si concentra nel tratto della processione che percorre via Di San Giuliano. Gli incidenti, lì, sono segni nefasti a livello globale. La credenza popolare non ha tardato a legare il tragico decesso di un fedele durante la processione della festa di sant’Agata del 2012 alla crisi dei subprime.

Una festa folcloristica da non perdere. Un’occasione per visitare Catania e la Sicilia approfittando delle offerte voli Air Italy.

 

Fonte Immagine: flickr.com/photos/davidonzo/