Ellis Island, la porta degli USA: Il museo dell’immigrazione di New York

Il Museo dell’immigrazione a New York, sorge nella baia di Ellis Island, alla foce del fiume Hudson. Le strutture che oggi ospitano il museo, nel lontano 1892 rappresentavano il primo centro di smistamento per gli emigranti che approdavano negli USA all’inseguimento del sogno americano. Nel 1924 Ellis Island si trasformò in un centro di prigionia che ospitò detenuti italiani, tedeschi e giapponesi durante la seconda guerra mondiale.

Nel 1954, il patrimonio storico e simbolico di questa struttura sono divenuti la ricchezza di un museo.

All’interno del Museo dell’immigrazione è possibile rivivere le ore di trepidante attesa che gli immigrati trascorrevano prima di essere ammessi nel nuovo mondo o rispediti indietro perché considerati non idonei dal governo americano.

Al primo piano è possibile ammirare una mostra permanente Peopling of America, la quale raccoglie le registrazione degli immigrati. Tappa fondamentale per tutti coloro che hanno avuto parenti, vicini o lontanti, che hanno compiuto il viaggio della speranza e che possono essere ritrovati tra le righe dei registri.

Al secondo piano si trovano la Sala di registrazione e i suoi saloni laterali, che rievocano esperienze di vita vissuta attraverso mostre fotografiche e oggetti usati durante il viaggio e dove è possibile ascoltare le voci registrate di chi è passato.

All’esterno del museo si trova invece il Wall of Honor, il muro sul quale sono iscritti in rame i nomi di migliaia di immigrati.

Il museo dell’immigrazione a New York è aperto tutti i giorni; l’ingresso e la visita con audio tour sono gratuiti. Per raggiungerlo il consiglio è di muoversi con i mezzi pubblici, seguendo questa guida su come muoversi a New York in metropolitana. Metro che prevede diverse fermate nei pressi di Battery Park, da cui partono i battelli verso Ellis Island.

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Fonte immagine: flickr.com/photos/suewaters