L’architettura araba di Palermo

A Palermo, i normanni, che succedettero gli arabi nella dominazione della Sicilia, posero mano a tutti gli edifici costruiti in precedenza. Ad ogni modo, l’impronta dell’architettura araba rimane come segno indelebile di una presenza influente anche dal punto di vista estetico. Le moschee, i palazzi e i giardini ricchi di fontane furono inesorabilmente riadattati al gusto normanno, arricchendo quest’ultimo di elementi mediorientali. Gli edifici storici di Palermo vengono, dunque, classificati stilisticamente come architettura arabo-normanna.

Gli spunti arabi sono più visibili nel Palazzo Reale (originariamente Qasr), nato come residenza degli emiri. L’architettura normanna si è andata a sovrapporre alle strutture originarie, lasciandoci elementi di decorazione architettonica di grande eleganza. Da notare gli intagli e i dipinti che adornano il soffitto ligneo della Cappella Palatina, il cuore del Palazzo.

Nei pressi del Palazzo Reale, alcune cupole rosse, caratteristiche dell’architettura araba, arricchiscono la struttura di una chiesa: San Giovanni degli Eremiti. Continuando il nostro viaggio nell’architettura arabo-normanna di Palermo arriviamo alla chiesa di San Cataldo dove, ancora una volta, le cupole sono le uniche note di colore a una struttura peraltro essenziale.

Su una colonna del porticato sud della Cattedrale di Palermo si trovano incise iscrizioni arabe che testimoniano la presenza, in loco, di un edificio più antico sacrificato alla fede cristiana.

Fin dal nome, il Palazzo Fawwarah (Castello di Maredolce) richiama atmosfere da mille e una notte, forse una dei pochi esempi incontaminati di architettura araba a Palermo. Procedendo per le strade della città si può incontrare la Zisa, immersa in un parco che doveva essere un accenno di paradiso (Jannat al –ard).

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